Skip to main content

Decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149

E’ stato pubblicato sulla G.U. il cosiddetto “Ristori 2” (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) che contiene ulteriori misure a sostegno delle attività produttive e dei lavoratori che a seguito del DPCM 3 novembre 2020 subiscono una totale o parziale sospensione dell’attività

Come Confartigianato siamo intervenuti nel corso del dibattito parlamentare di conversione del DL “Ristori 1” per lamentare come la scelta di basarsi, per l’individuazione delle misure, sulla classificazione imposta dai codici ATECO, mostri immediatamente alcune contraddizioni legate alla incertezza di considerare o meno, nel perimetro di limitazione oraria imposto dal DPCM 24 ottobre 2020, attività analoghe a quelle espressamente menzionate nell’elenco dei codici ATECO ammessi al “Ristori 1”.

In particolare abbiamo evidenziato che il codice 56.10.20, afferente alle attività di “ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto” che ricomprende tra l’altro le attività di rosticcerie, friggitorie, pizzerie a taglio, ecc., era stato escluso sulla base della considerazione che le relative attività potessero continuare a svolgersi senza limitazioni orarie con la modalità del “take-away”, quando invece nella maggior parte dei casi dette attività consentono il consumo sul posto senza somministrazione e per questo esposte al controllo degli organi di vigilanza che interpretando la norma in maniera restrittiva, analogamente al caso delle gelaterie e delle pasticcerie, ne hanno imposto la chiusura alle ore 18.00 per l’attività di consumo sul posto.

Come pure abbiamo evidenziato che anche altre attività subivano un danno indiretto legato alla interruzione delle forniture a causa delle restrizioni orarie disposte per i settori individuati dal DPCM 24 ottobre 2020, escludendo nei fatti la filiera di riferimento, ad eccezione di quella agricola — oggetto di interventi ad hoc.

Confartigianato è convinta, quindi, che sia necessario superare la logica dei singoli interventi legati a specifiche attività individuate da codici ATECO per introdurre, con un prossimo provvedimento legislativo probabilmente nella prossima legge di Bilancio, un nuovo contributo a fondo perduto sulla falsa riga di quanto normato con l’art. 25 del DL n. 34 del 2020.

Tale nuovo contributo dovrebbe basarsi sui seguenti criteri:

  • destinatari: tutti i titolari di partita IVA tenendo conto di quanto già corrisposto con i decreti “Ristori 1” e “Ristori 2”;
  • calo di fatturato in relazione ai mesi interessati dai nuovi provvedimenti restrittivi (non più solo aprile 2020);
  • ammissione al contributo solo in presenza di un calo significativo di fatturato rispetto al corrispondente periodo del precedente periodo d’imposta.