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Petizione per la tutela dei minori nell’uso dei social e del digitale

Da anni ANAP Confartigianato Persone dedica particolare attenzione al tema del rapporto tra giovani, nuove tecnologie e rischi legati a un uso non consapevole del digitale.

Il rapporto recentemente consegnato alla Commissione europea propone un approccio graduale all’uso del digitale: schermi ridotti al minimo tra 0 e 2 anni, utilizzo supervisionato dai 3 ai 12, accesso limitato ai social sotto i 13 anni e una progressiva autonomia a partire dai 13.

Un’impostazione che, pur muovendosi nella direzione della tutela, lascia però aperta una questione fondamentale: la semplice presenza di un adulto accanto a un minore non è sufficiente a neutralizzare i meccanismi propri delle piattaforme digitali.

Un genitore può supervisionare ciò che il figlio sta facendo sullo schermo, ma non può controllare completamente gli algoritmi, la profilazione, il confronto sociale, la pressione del gruppo e quei meccanismi progettati per catturare e trattenere l’attenzione.

I dati disponibili sono già estremamente significativi. Secondo l’indagine “Bambini Digitali”, realizzata da Di.Te. e SIPEC su 6.666 famiglie, il 61,4% dei bambini tra 0 e 6 anni utilizza quotidianamente uno schermo, l’81% lo utilizza da solo e il 57,7% manifesta irritabilità o rabbia quando gli viene tolto.

Non possiamo quindi pensare che la responsabilità della protezione possa ricadere esclusivamente sulle famiglie.

Per questo ANAP Confartigianato Persone ritiene importante sostenere la petizione promossa dall’Associazione Nazionale Di.Te. per chiedere:

  • nessun account social personale prima dei 15 anni;
  • dai 15 anni, accesso ai social subordinato a un percorso certificato di educazione e consapevolezza digitale;
  • introduzione del Patentino Digitale obbligatorio a punti, già sperimentato da Di.Te., attraverso il quale educare i ragazzi a un utilizzo responsabile della rete;
  • verifica da parte delle piattaforme del possesso del Patentino per consentire l’accesso ai social.

L’idea è semplice ma molto forte: per guidare un’automobile serve una patente, perché sappiamo che libertà e responsabilità devono procedere insieme. Non possiamo pensare che per consegnare un adolescente agli algoritmi sia sufficiente un clic.

Come ANAP riteniamo dunque importante che anche tutta la nostra rete territoriale dia un segnale concreto di adesione a questo percorso.

Vi chiediamo pertanto di firmare la petizione [Clicca qui >>> https://c.org/qq4RpmpJpW <<< ]

La firma rappresenta un gesto semplice, ma anche una precisa scelta di responsabilità e di attenzione verso i nostri figli e nipoti.