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Indicazioni ANAC in merito alla corretta identificazione del CCNL negli atti di gara

Vi informiamo che con il Comunicato del Presidente n. 2, approvato dal Consiglio in data 10
febbraio 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha fornito importanti precisazioni
operative in ordine all’individuazione del contratto collettivo nazionale di lavoro da applicare
nell’ambito delle procedure di affidamento di appalti e concessioni.
Tale intervento era stato sollecitato da ANAEPA, unitamente a tutta la filiera dell’edilizia, a
seguito dei numerosi casi di errata indicazione del CCNL all’interno delle procedure di gara
che indicavano contratti sottoscritti da soggetti non rappresentativi.
Come noto, il Codice dei contratti pubblici, impone alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti
l’obbligo di indicare, sin dalla fase degli atti di gara e nella decisione di contrarre, il contratto
collettivo applicabile al personale dipendente impiegato nell’esecuzione delle prestazioni
oggetto dell’affidamento.
Tale obbligo, previsto dal Codice e oggetto di chiarimento da parte dell’ANAC, è finalizzato a
garantire adeguati livelli di tutela del lavoro, a prevenire fenomeni di dumping contrattuale e
ad assicurare maggiore uniformità applicativa nell’ambito delle procedure di evidenza pubblica,
rafforzando la trasparenza e la correttezza del sistema degli affidamenti.
In base alla disciplina vigente, il contratto collettivo individuato occorre che abbia i seguenti
requisiti:

  • essere in vigore per il settore e per l’ambito territoriale in cui le prestazioni sono eseguite;
  • essere stipulato dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente
    più rappresentative sul piano nazionale;
  • sussistere una stretta connessione con l’attività oggetto dell’appalto o della concessione,
    anche quando tale attività sia svolta in via prevalente.